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Come funzionano le cose

Il consiglio comunale di Trasacco, cui ho assistito due giorni fa insieme ad una manciata di concittadini, mi ha fatto tornare in mente forse il più famoso passo dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci. Se si omette la parola “Risorgimento” e si sostituisce “Partito d’Azione” con “Il Paese che Vogliamo” sembra di leggere una descrizione fedele di quello che sta accadendo in questo paesino dell’Abruzzo interno e, forse, in molti altri paesini d’Italia.

Si costituisce una lista civica a partire da un comitato civico (Essere Cittadini), cui si aggiungono in itinere altri sostenitori esterni alla stessa (alcuni “indipendenti”, fra cui il candidato sindaco, e due esponenti del PDL locale in rotta col resto del partito)  si raccolgono consensi (1818/4193) e spuntano tre seggi in consiglio comunale. Ovviamente non si può parlare ancora di «oscillazioni» dei dirigenti, essendo questo il primo momento in cui, quell’associazione e il progetto elettorale, si trova a dover esprimere un quadro dirigente vero e proprio. Eppure si può parlare del partito dei moderati, di Cavour e di Vittorio Emanuele II per quanto riguarda l’altra lista, quella vincente. Che loro non abbiano subito oscillazioni, non lo dico io, se non altro perché la memoria non m’assiste per limiti anagrafici, di libri a riguardo non ne esistono e la memoria collettiva è un ingranaggio che da queste parti non è viene oliato da un po’. Lo dice l’assessore con delega al personale e all’ambiente quando afferma che «l’opposizione ogni volta cambia e io devo rispiegare come funzionano le cose» (TdA). Così come dice, a mo’ di scherzo verso alcuni membri di quella associazione, che loro ”hanno in tasca” la “direzione” e il “dominio” (sempre per seguire Gramsci) delle altre componenti politiche: «vi dovevate mettere coi vincitori, se volevate vincere le elezioni» (TdA). Non dico niente di nuovo se accosto il vecchio termine “trasformismo” al modo di intendere la politica qui giù. Piuttosto vorrei spostare l’attenzione sulla spiegazione che ne dà Gramsci stesso:

[…] l’elaborazione di una classe dirigente nei quadri fissati dai moderati dopo il [18]48, con l’assorbimento degli elementi attivi sorti dalle classi alleate e anche da quelle nemiche.

Intanto, dietro le nostre spalle continua la resistenza contro la discarica di Valle dei Fiori, e pare che la cosa non ci riguardi.

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20 Responses

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  1. melone says

    non ci crederai ma ho seguito la cosa su facebook … ma il candidato sindaco sconfitto che tipo è?

    Nostalgia per l’Abruzzo, noto un sano movimento. Sei alla base?

    Ciao

    • spleen says

      Addirittura? Riesci a stupirmi sempre!
      Con ordine inverso: no, non sono alla base. Conosco diverse persone dentro il comitato, però. Seguo le loro iniziative, ci vado quando sono in zona e mi informo su come si muovono sul territorio da un annetto almeno. Non mi è piaciuto però per niente il loro progetto elettorale (né le persone che hanno [dovuto?] inserire nella lista civica), un vero e proprio errore, a mio modesto avviso. Già solo il fatto che nella loro lista ci fossero due esponenti del PDL locale la dice lunga. E poco importa, almeno a me, se costoro sono in rotta con il sen. Piccone, sindaco di Celano e al vertice di quella che Angelo Venti ha chiamato “Celano Connection“.
      Su che tipo sia Francesco Capriotti, invece, non ti so rispondere. Io non lo conosco. Purtroppo, in quel progetto elettorale, va in voga l’idea che la politica e l’amministrazione siano due cose diversissime e che della prima, in un paesino come Trasacco, non ci sia bisogno…

  2. nancy carusi says

    ” Purtroppo, in quel progetto elettorale, va in voga l’idea che la politica e l’amministrazione siano due cose diversissime e che della prima, in un paesino come Trasacco, non ci sia bisogno…” non condivido assolutamente. Dal mio punto di vista , e cioè quello di una Cittadina partecipe, la scelta di questo Comitato con capolista Francesco Capriotti NON intendeva annullare la politica in favore di una “tecnocrazia”. lo conferma il fatto che nessuno di noi è un tecnico dell’amministrazione, bensì siamo tutti, semplicemente cittadini attenti alle dinamiche amministrative perchè convinti che la nostra vigile e costante attenzione sia una garanzia per migliorare le scelte di chi ci amministra (come studi scientifici hanno dimostrato, e poi vi posto la fonte, ci comportiamo meglio se ci sentiamo osservati). invece, quello che si intendeva fare (anzi sarebbe opportuno utilizzare il presente piuttosto che l’imperfetto) era offrire l’esempio di una politica scevra , pensate un po’, dall’interesse politico individuale o partitocratico, nella convinzione che il miglior politico del mondo sono io , quando do’ il buon esempio… tutto questo rappresenta per me una giallissima rivoluzione positiva, in cui il punto di partenza era sì l’annullamento della politica, ma di quella intesa come tradizione di carriere -individuali o di partito-, ma la direzione(!) e l’obiettivo sono la politica virtuosa del merito e dell’efficacia per il bene comune…………………………………… “Non mi è piaciuto però per niente il loro progetto elettorale (né le persone che hanno [dovuto?] inserire nella lista civica), un vero e proprio errore, a mio modesto avviso. Già solo il fatto che nella loro lista ci fossero due esponenti del PDL locale la dice lunga”… condividere è impossibile per chi, come me, ha avuto modo di conoscerle quelle persone aldilà della tessera di partito. ad andare oltre le etichette, a volte, ci si guadagna umanamente ed intellettualmente. o no?

    • spleen says

      Grazie Nancy! Il tuo commento solleva tante questioni, e siccome sto ancora aspettando il dono della sintesi, devo rispondere con un noiosissimo pippone. Scusami!

      A scanso di equivoci: nel progetto elettorale IPCV c’è una forte (a mio avviso) tendenza tecnocratica non perché si è scelto un ingegnere nucleare, Capriotti, come candidato sindaco, poteva essere pure un poeta o un comico, ma perché lo dici tu stessa. Per amministrare un comune basta una «vigile e costante attenzione» da parte della cittadinanza. Esempio: l’amministratore furbetto o magari quello mafioso della citta X, umano come tutti noi, si sente gli occhi di una fetta consistente di cittadinanza addosso e si preoccupa per le sue porcate. Non ci piove. Ma… in che senso “si comportia meglio”? Nella sua ottica comportarsi meglio significa una cosa sola: nascondere meglio le sue porcate. Tutto è perfettibile, anche l’associazione a delinquere.

      A questo punto, non capisco che intendi per «politica scevra […] dall’interesse politico individuale o partitocratico»? Io non critico IPCV in quanto povero dell’elemento “partito” (anzi, ce ne ha pure troppo: v. questione candidati PDL). Il problema è che vuole far coesistere al suo interno anime e indirizzi politici distanti anni luce, con la speranza (e, scusami, un po’ d’ingenuità) che alcuni problemi restino a distanza perché Trasacco è piccola (sono problemi più grandi di noi). Per me, il problema rimane che IPCV non ha voluto raccogliere una sfida tutta politica, che noi sappiamo riconoscerla o meno. Mi chiedo: si sta rimandando il tutto a tempi migliori? Non lo so (non conosco così bene le discussioni interne).

      Poi: “interesse politico individuale” è una contraddizione in termini. Ma, tolti questi due elementi dalla politica come la conosciamo oggi (le cricche e i personalismi), cosa rimane? Il buon esempio? Perdonami, ma mi pare un po’ poco. Che, poi, va precisato: di che esempio parliamo? Condotta? Morale? Legalità? Politica virtuosa? Tutto? È troppo vago e, così com’è, non ci aiuta (sia intellettualmente che politicamente).
      Che contenuti ci mettiamo dentro l’idea di politica virtuosa? Per assurdo: se ci vengono a costruire una TAV nel Fucino, come reagiamo? Spostiamoci un po’ più sul reale: se ci fanno la discarica a Valle dei Fiori? Pensiamo davvero che l’acqua con cui s’irrigano i campi di Trasacco non passi di lì? E se ci costruiscono una centrale a bio-qualcosa?

      Infine, sulla questione di Cicchinelli e Colangelo (quelli del PDL, per chi non li conosce). Io per fidarmi ho bisogno di amministratori che hanno delle idee di un certo respiro. Chi ha appoggiato i governi degli ultimi 16 anni ed è (o è stato) organico al progetto di distruzione una serie infinita di rivendicazioni sociali, non può avere la mia fiducia. Poi, possono essere le persone più squisite a questo mondo e nessuno s’è mai dissetato con l’etichetta di un vino. Ci posso anche fare un discorso, provare a riceverne degli stimoli intellettuali etc. Ma, per farlo, non ho bisogno di votarli, appoggiarli, mettermeli in lista o lavorarci insieme. No?

  3. nancy carusi says

    1)Tutto è perfettibile, certo. anche il sistema di controllo della cittadinanza : svegliare la coscienze significa smettere di dare per scontato che le operazioni amministrative siano thebestyoucanget, significa pretendere l’ascolto e la risposta istituzionale (sarebbe già tanto smettere di pensare che quella davanti ad un caffe possa essere una risposta ufficiale). non c’è limite al peggio, è vero, ma una bella sveglia civica servirebbe a renderlo difficile quel peggio possibile, o, addirittura, pensa che sogno, a migliorare le cose.

  4. nancy carusi says

    2) la politica scevra dall’interesse particolare… è quella che finora ha visto ELETTI sovracomunali (presidenti di partito, assessori provinciali, regionali) condizionare politicamente le gare elettorali locali (facendo pressione a favore di un candidabile piuttosto che un altro) in virtù di promesse di appoggi sovracomunali da parte del gruppo favorito..tanto da aver condizionato con l’ambizione di un favorito o con la ripicca dello sfavorito l’amministrazione locale degli ultimi trent’anni trasaccani, dalla poltrona in regione alla girevole in CAM. E poi c’è stata la politica che abbiamo voluto noi, quella del pensaci tu alla mia pancia .
    quella del paesechevogliamo (aborro le sigle), a mio avviso, è stata ed è la iperpolitica, quella che i politici di cui sopra hanno definito antipolitica ed invece è l’iperpolitica del buon senso, delle istituzioni, degli iter da limare, delle procedure da snellire, del rispetto per il lavoro, della dignità dei cives, è l’utopia (eppure in Australia c’è, esiste, una zona chiamata Utopia) dell’utente che non deve dire grazie, bensì se lo sente dire.
    per me questo è un ottimo punto di partenza, cioè il pensare che in Utopia ci vivessero in trenta, ed invece ci vivono in milleottocentodiciotto, e forse molti di più.
    la direzione, di questo viaggio che tu definisci tecnocratico ed apolitico, la definiremo passo per passo, sbagliando sì, ma di sicuro non per l’ interesse particolare di qualche gatto o volpe.

    • nancy carusi says

      ec sull’incipit: la politica dell’interesse particolare

  5. nancy carusi says

    a domani le ultime precisazioni richieste! buona serata, n

  6. spleen says

    Perdonami, ma ho la sensazione che stiamo perdendo un po’ il punto della situazione.

    Io non ho detto che il «sistema di controllo [da parte] della cittadinanza» non sia migliorabile, né che non sia auspicabile. Averlo sarebbe già un miglioramento. E questo non fa una piega, se stiamo parlando di Essere Cittadini.
    Poi, se da questo si vuole fare un passo in più (proporre un disegno alternativo) e ci si candida, allora c’è bisogno di altro. Poi, IPCV (risparmiamo) può anche non proporlo questo disegno alternativo e provare ad essere una semplice estensione di Essere Cittadini in consiglio comunale. Ma, ci dice Gramsci, così si finisce come il Partito d’Aazione del Risorgimento: si viene riassorbiti dalla classe dirigente dei nemici, che hanno tanta più esperienza e un potere consolidato (ce lo dice Salvi: lui deve sempre “rispiegare come funzionano le cose” alle opposizioni che cambiano di volta in volta). Occhio, è già successo con Quaglieri. Ma, attenzione: non sto dicendo che Capriotti passerà con la maggioranza. Ci sono molti modi per essere riassoribiti (o neutralizzati).

    Sul resto, non ci confondiamo. Per ora ci sono tre consiglieri in consiglio comunale, quindi la politica che faranno la discutiamo al momento giusto, visto che, come tutto, si costruisce passo dopo passo.

    Aspetto con ansia il resto…

    • nancy carusi says

      sul sistema di controllo.
      mi dici che “Tutto è perfettibile, anche l’associazione a delinquere.”
      ti ho risposto: anche il controllo della cittadinanza è perfettibile.
      ad un certo punto, tra la spesa (l’elusione del controllo civico) e l’impresa (l’interesse del controllato) il controllato potrebbe rendersi addirittura conto che il gioco non vale la candela, perché il beneficio individuale ottenuto non pareggia la spesa (la perdita di popolarità politica e di consenso). senza quest’ultima non potrà piu’ far danni e dovrà adeguarsi agli standard richiesti dalla cittadinanza.

      • nancy carusi says

        sulla sussistenza o meno di un progetto politico:sono stati tre, i punti nodali intorno a cui IlPaesechevogliAMO ha costruito la propria proposta alternativa per il governo locale.
        partecipazione
        trasparenza
        efficienza e controllo.
        sono e saranno questi i punti chiave caratterizzanti l’operato del gruppo di minoranza in qualità d organo di controllo “politico” della macchina amministrativa.

  7. nancy carusi says

    sulle definizioni:
    è chiaro ad entrambi che, da cittadina, il concetto che ho della politica [di cui Trasacco ha bisogno] non coincide con la definizione che tu dai allo stesso termine. per me si tratta di un punto di partenza (trasacco deve essere una tabula rasa, perchè di fatto non è mai stata una polis). dal tuo punto di vista, invece (se non ho capito male), la politica è direzionalità preassegnata, interdisciplinare.
    E qui ci divide la nostra provenienza: io intendo appartenere solo al confronto con l’altro e sulla base di questo confronto, di volta in volta, intendo aggiustare il tiro verso una direzione condivisa(se la conciliazione tra la mia meta e quella dell’altro è possibile nel rispetto di entrambi) ; tu invece, grazie alla tua preparazione, conosci già la tua direzione, ed intendi raggiungerla con quanti la condividono.(giusto?)
    a questo punto , per comprendere meglio, potresti prendere due uomini tra la folla, anzi due donne (più razionali), una tesserata PD, l’altra tesserata PDL. aldilà dei luoghi comuni (la sinistra cares, la destra protegge la famiglia in senso tradizionale;la sinistra protegge i lavoratori, la destra protegge gli imprenditori), ci sono buone probabilità che il motivo del loro tesseramento, tra l’altro neanche cercato ma “capitato”, verso una direzione politica o l’altra stia in una eredità genetica e in memorie familiari (nonni partigiani massacrati, nonni massacrati dai partigiani). ma se le prendi per quello che sono, e cioè due cittadine cento anni luce distanti dai dogmi delle ideologie che eleggono, noterai che c’è una grande probabilità che entrambe si sentano delegittimate proprio nella loro radice comune di cittadine, perchè i loro problemi, i loro punti di vista , la loro dignità di lavoratrici non è al centro del fare del governo, ma solo nel dibattito ideologico. ecco perchè la politica (quella delle sigle) per me non è mai esistita, se non nella letteratura.

  8. spleen says

    Per l’EC (ma ti sei messa a siglare pure tu adesso?): mi sa che fb ti ha abituata male. Meno velocità, ci vorrebbe.

    Ad ogni modo, non ti criticavo nel merito del discorso sul controllo (da parte) della cittadinanza. E infatti ho detto che è auspicabile. Dopodiché dubito, ma posso benissimo sbagliarmi (anzi, me lo auguro), che si attivi il meccanismo virtuoso che descrivi. Il loro consenso non è basato sulle considerazioni razionali della cittadinanza in relazione a ciò che viene realizzato. Senza considerare che i contentini sono all’ordine del giorno, v. ancora Salvi che dichiara in consiglio che lui prende i voti grazie alla statuetta di S. Gabriele che ha fatto mettere nella piazzetta omonima, da lui fortemente voluta (e, a quanto dichiara lui sempre in consiglio, ottenuta anche «prendendosi la responsabilità penale» di togliere alcune recinzioni, con una ruspa e un suo amico, di cui ha fatto nome e cognome in consiglio. En passant, il controllo cittadino si fa su questo: EC e IPCV stanno indagando? I consiglieri di minoranza hanno verificato o chiesto che questa generosissima dichiarazione dell’assessore Salvi venisse messa a verbale? Al prossimo consiglio comunale, una volta approvato il verbale, non ci sarà più nulla da dire e magari Salvi mi potrà anche dire che mi sto inventando tutto…).
    Partecipazione, trasparenza, efficienza e controllo sono punti importanti. Vediamo come vengono tradotti nella pratica e poi ne discutiamo. Non sto insinuando, ti voglio solo dire che è la concretezza a cui guardo e non le dichiarazioni d’intenti.

    E questo mi permette di arrivare all’altro punto. Direzionalità preassegnata interdisciplinare è una definizione che si fa fatica a capire. Non mescoliamo quello che ci siamo detti a voce a quello che ci stiamo dicendo qui, altrimenti non ci capisce nessuno (e diversi stanno seguendo la discussione, da quello che vedo nelle statistiche). Io non intendo la politica come una posizione preliminare a tutti i problemi e portata avanti con coerenza. Esiste, fortunatamente, la complessità del reale, le sfide nuove di ogni momento e, dunque, la possibilità che in ogni momento si possa agire il cambiamento. Il confronto con le altre persone di questa terra è necessario e fondamentale. Lungi da me voler negare anche una di queste due cose.
    Occhio però a non confondere un confronto intelligente con il chiacchiericcio che si sente quotidianamente ovunque (dalla TV a FB al consiglio comunale). In più, il nemico va riconosciuto. Questo non significa che le persone non possono cambiare (uno non è nemico nel sangue, è nemico perché portatore di alcune idee). Detto questo, ti ho già detto che con le etichette non ci si disseta. M’importa poco se TIzia o Caio sono iscritti al PDL o al PD, pur pensando che entrambi stiano commettendo un errore gigantesco. Poi è abbastanza chiaro dall’esempio che porti, ti stai riferendo ad una militanza davvero a bassa intensità, quasi passiva, abbracciata con pochissima convinzione e per inerzia. Ecco, già questo, mi le fa schifare ancora di più.
    M’importa tantissimo, però, se Tizia o Caio mirano ad una posizione pubblica, se si prendono un impegno politico più serio. Che poi, già prima sono entrambi conniventi, e il fatto che non lo tengano in considerazione o che non ne siano consapevoli è, appunto, un motivi di differenza. Dalla differenza poi può nascere il dibattito o la lotta. E sono entrambi strumenti di libertà. Il chiacchiericcio al ribasso alla ricerca di un minimo denominatore, invece, è proprio quella politichetta che non piace neanche a te, quella dell’accordiamoci e facciamoci i nostri interessi. Pensaci.

  9. Anonimo says

    tutto chiaro, tranne la conclusione.
    non conosco tizia e caio.Ho conosciuto invece uomini ed idee capaci di spendersi, nei fatti, per un progetto condiviso, fondato sul contributo, sul dibattito e sul rispetto dell’altro.
    un canovaccio disegnato perchè c’era la comune percezione che bisognasse ricolorare Trasacco con le tinte della democrazia e e della partecipazione, un canovaccio che va via via sempre piu’ delineandosi attraverso l’esperienza del confronto istituzionale e sbirciando nel giardino del vicino in cerca della bellezza del possibile. ogni giorno, il confronto istituzionale ed una vigilanza costante ci aiutano a comprendere e migliorarlo quel
    canovaccio, a distinguere la risposta civica da quella politica.
    ogni giorno impariamo, ma questo è ancora solo il tempo del risveglio. perchè
    prima delle ideologie vengono le idee (meglio ancora se buone), ma prima delle idee bisogna imparare a pensare.
    cogito, ergo sum…? per te non è sufficiente, ma riflettici, qui si vuole , prima d’ogni altra cosa, tornare ad ESSERE.

  10. nancycarusi says

    prima delle ideologie vengono le idee. ma prima delle idee bisogna imparare a pensare.
    a trasacco, un lento risveglio mi fa ben sperare che un giorno si possa tornare a dire : cogito ergo sum.
    per me l’obiettivo PRIMO è tornare ad ESSERE, attraverso il costante esercizio dell’attenzione e del confronto .
    quando saremo, allora verranno le idee, e sarà meglio che siano buone.
    solo allora potremo parlare di ideologie in costruzione. …
    per quanto riguarda l’approccio “politico”, sicuramente hai ragione: l’arguzia vien argomentando. del resto r.s. ha alle spalle vent’anni d’esperienza nel “non dire ” niente in venti minuti, strappandoti pure una risata.

    • spleen says

      Parole sante. Bisogna imparare a pensare. Per farlo, secondo me, alcune sfide intelluttuali vanno raccolte senza avere paura della vertigine. Secondo me, essersi infilati in consiglio comunale è più un ostacolo che un catalizzatore di questo processo. Per te è il contrario, perché ritieni che il controllo sia parte integrante del processo. Benissimo.
      Io, oltre augurarti buona fortuna, non posso fare nient’altro 😉

  11. nancy carusi says

    assolutamente falso. puoi farci vedere oltre la siepe e stanarne il buio!

    • spleen says

      Mi lusinghi. Ma, ti assicuro, non è così.

  12. carneade says

    sulla politica facile: quella degli ormai eletti, a Trasacco
    http://www.terremarsicane.it/node/23500