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Settimane 2010

27 dicembre 2010 – 2 gennaio 2011:
Ma pur essendo immersi in questo mondo tecnologico, vorremmo cercare di prenderne le distanze, per scrivere una sorta di etnografia dei social media. […] del perché siamo in questa situazione e di come influenzarla, iniettando eterogeneità, caos, germi di autonomia. Siamo compromessi e implicati, ma questo non significa che dobbiamo accettare tutto in maniera acritica.
Ippolita

20 – 26 dicembre 2010:
[Un certo] discorso ideologico mantiene il silenzio sulla violenza politica e militare esercitata per ottenere quei risultati. Non sono i canoni dell’industria inglese, bensì i cannoni che hanno avuto ragione della superiorità – e non inferiorità – delle industrie cinesi e indiane. Il divieto di industrializzazione posto dalle amministrazioni coloniali ha fatto il resto e ha sviluppato il sottosviluppo dell’Asia e dell’Africa nel XIX e XX secolo.
S. Amin, La crisi. Uscire dalla crisi del capitalismo o uscire dal capitalismo in crisi?, Edizioni Punto Rosso, Milano, 2009, p. 56.

13 – 19 dicembre 2010:
In parole povere, speriamo che questo movimento non ripeta l’errore che facemmo noi […] andando a Genova: quello di concentrare tutti gli sforzi sulla Grande Scadenza… Ci auguriamo che questi studenti siano più intelligenti di quanto fummo noi, e che nei loro spazi si stia già preparando il post-14. Ci auguriamo, insomma, che non si riproponga in extremis la metafora dell’Assedio.
Wu Ming, Quadratura dei cerchi concentrici, su Giap

6 – 12 dicembre 2010:
On the fifth day of Christmas
The Condems gave to me:
Lifelong debt

Studenti della University College di Londra, The ConDem Christmas Carol.

29 novembre – 5 dicembre 2010:
Cosimo salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette lì, a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calcato sulla fronte.
Nostro padre si sporse dal davanzale. – Quando sari stanco di star lì cambierai idea! – gli gridò.
– Non cambierò mai idea, – fece mio fratello, dal ramo.
– Ti farò vedere io, appena scendi!
– E io non scenderò più! – E mantenne la parola.

I. Calvino, Il barone rampante, 1957.

8 – 14 novembre 2010:
Tutto quello che abbiamo fatto lo dobbiamo alle donne e agli uomini che lavorano in Fiat […] il mio intervento a “Che tempo che fa” non si è voluto capire.
Sergio Marchionne, ad Fiat, La Repubblica-Affari e Finanza 08/11/2010.

1 – 7 novembre 2010:
Due barboni sceglievano vestiti nuovi dal cassone dell’Humana.
D.: perché sprecare benzina per spostare a migliaia di chilometri quesgli stracci, se ce n’è bisogno proprio sotto casa?

Giuseppe Pantaleo, La memoria delle mani, Luco dei Marsi Aleph editrice, 2006, p. 12.

25 – 31 ottobre 2010:
Coinvolgono i patemi di un attore hollywoodiano in crisi, con tante donnine e una figlioletta ritrovata? Basta a nobilitarli lo stile della regista, un colpo al cerchio dell’autorialità e uno a quello del buonismo? Meditazione sul nulla o aria fritta? La seconda che abbiamo detto: è un Leone immeritato.
Filippo Mazzarella su Somewhere di Sophia Coppola.

11 – 17 ottobre 2010:
È la fine del sapere critico, dell’autonomia della ricerca: tutto sarà costruito sulla base di investimenti produttivi, saremo una specie di catena di montaggio al servizio dell’industria.
Ferdinando Di Iorio, rettore dell’università dell’Aquila, Il Manifesto 09/10/10.

4 – 10 ottobre 2010:
Ciclisti di tutta l’area metropolitana…UNITEVI! Daje!

27 settembre – 3 ottobre 2010:
[…] Il racconto del mondo agisce sulla storia solo se è in grado di allacciarsi alle forze reali che in essa si muovono. Il racconto che ci interessa è cioè quello che parla di un’alterità possibile, che entra in conflitto col dato e allude al suo superamento.
Wu Ming 4

***

Letture:

Particolare/universale: quando e come?
[…] Teso com’è a cercare le discontinuità, le fratture, le singolarità, i discorsi specifici, Michel Foucault non si accorge di un invariante che si ripresenta in ultima istanza. Ignora i segnali del riproporsi, sotto le discontinuità, di “vecchi” problemi che possiamo senza remore definire universali.
Sì, tutti i veri eventi hanno in comune il fatto di somigliarsi poco. Ma la termodinamica ci insegna che a una dissipazione di energia corrisponde una trasformazione irreversibile, che porta un sistema verso lo stato uniforme e indifferenziato che chiamiamo “equilibrio termodinamico”. Quando un evento rivoluzionario perde energia, si riducono anche le sue specificità. Inizia a perdersi ciò che lo distingueva da tutto il resto, che lo aveva staccato dallo sfondo. L’evento rivoluzionario iraniano è diverso dagli altri, ma quando le energie calano inizia a incontrare gli stessi problemi di tutti gli eventi rivoluzionari, in un passaggio acceleratissimo dalle lotte interne al Terrore al Termidoro. Ancora una volta il ripiegamento è sul terreno dell’uguaglianza, e le donne rivoluzionarie sono le prime sacrificate.
[…] E’ l’entropia dell’evento rivoluzionario a rivelare la famosa “ultima istanza” in cui è giustificato il ricorso all’universale, e quest’universale è l’idea di uguaglianza.

Wu Ming 1, In ultima istanza. Foucault in Iran: rivoluzione, entropia, uguaglianza, in Nuova Rivista Letteraria, disponibile gratuitamente sul blog Giap.

Slavoj Žižek: Preparare l’impossibile
Da un lato, nel campo dello svago e delle tecnologie, ci martellano con «niente è impossibile»: possiamo godere di un ampio ventaglio di prestazioni sessuali, di archivi enciclopedici di canzoni, film e serie televisive accessibili semplicemente scaricandoli dalla rete […].
In campo socio-economico, al contrario, la nostra epoca si caratterizza per il credo in una società giunta alla piena maturità, che ha saputo rinunciare alle vecchie utopie millenaristiche e accettare le costrizioni della realtà (da intendersi: della realtà capitalistica), con tutti gli impossibili che la proteggono. «Non potete» è la sua parola d’ordine, il suo primo comandamento: non potete impegnarvi in grandi azioni collettive, che porterebbero necessariamente al terrore totalitario; non potete insistere sullo stato assistenziale, se non volete perdere competitività e provocare una crisi economica: non potete separarvi dal mercato mondiale, a meno di non allearvi con la Corea del Nord. […]
Oggi, l’ideologia dominante si sforza di persuaderci dell’impossibilità del cambiamento radicale, dell’impossibilità dell’abolizione del capitalismo, dell’impossibilità di creare una democrazia che non si riduca a un corrotto gioco parlamentare, riuscendo al tempo stesso a rendere invisibile l’antagonismo che attraversa le nostre società.

S. Žižek, Si può uscire dalla rete e preparare l’impossibile, in Le Monde diplomatique – il Manifesto, novembre 2010. Articolo originale in inglese qui.

Economia da sogno.
Quindi sogno e pratica di molti economisti sono quelli di inventarsi e presentare leggi, comportamenti, relazioni oggettive e naturali attraverso i quali studiare e interpretare i fenomeni economici […]
Questo fenomeno porta a due conseguenze, di segno opposto, ma entrambe gravi. La prima è relativa a un crescente distacco dell’analisi teorica economica dalla realtà […] Il secondo fenomeno è che, mentre tali livelli di sofisticazione rimangono ristretti al dibattito accademico, la società civile si trova ad affrontare problemi e domande sul funzionamento di una economia reale. Si è quindi sviluppata una tendenza, senza dubbio da parte dei mass media e molto spesso anche della classe politica, ad appropriarsi, divulgare e malauguratamente a tramutare in interventi di politica economica alcuni dei risultati provenienti da ricerche che si basavano sulla costruzione di sistemi economici e di individuazione di leggi comportamentali del tutto irrealistici.

Walzer con Manuel Zani: cosa è accaduto sulla Mavi Marmara.
Con il passare dei giorni sono davvero tante le nuove conoscenze e scopriamo che l’aver vissuto un simile evento, sebbene su navi diverse, ha sviluppato un deciso senso di gruppo. Tutti si mostrano estremamente disponibili e condividono senza riserve i propri ricordi. Non sempre è facile.
Per qualcuno si tratta quasi di una terapia: raccontare per dar luogo alla catarsi e liberarsi del peso opprimente di aver visto morire gli amici al proprio fianco.


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